Storia

Storia

Classe 1939, Riccardo Zampedri è il terzo dei nove figli di Fernanda Pederzolli e Guido Zampedri. Dopo la nascita del quarto figlio il padre Guido, congedato dall’artiglieria contraerea, inizia a lavorare nelle officine dell’esercito italiano come meccanico; qui, con pezzi di recupero, costruisce artigianalmente tre trattori che saranno impiegati per lavorare le campagne del Basso Sarca durante tutto il primo dopoguerra. La necessità di collaborare al sostentamento della famiglia spinge Riccardo a soli nove anni ad iniziare a lavorare: lo farà alla guida di uno dei trattori costruiti dal padre, nel pomeriggio, mentre al mattino frequenta ancora le scuole post elementari, che riesce a terminare, conseguendo il diploma.

Non dimenticherà mai quel trattore e nel 2007 lo restaurerà con le sua mani, riportando in vita il motore il cui suono ha accompagnato i suoi pomeriggi di bambino.

Dal 1953 al 1960 lavora come idraulico nella ditta Armellini e Manenti e successivamente con la stessa qualifica nella ditta Cominziolli Fabio Termoidraulica. Pur facendosi apprezzare come idraulico, Riccardo non dimentica la passione per i motori, che ha ereditato dal padre, e nel 1960, racimolati pochi risparmi per il solo acquisto delle cambiali, acquista un motocarro Ercole 500. È l’atto fondativo della ditta «Autotrasporti Riccardo Zampedri», con cui inizia l’attività di trasporti nel Basso Sarca. Nel 1961 conosce la donna che diventerà sua moglie, Anna Miori, da cui avrà tre figli: Luisa nel 1969, Andrea nel 1972 ed Emilia nel 1979. È proprio l’amore per Anna e il sostegno della famiglia che lo aiuteranno a superare i momenti difficili della vita: la scomparsa prematura di quattro fratelli, un incidente gravissimo nel 1995 ad Arco e le prime difficoltà economiche. Negli anni successivi l’attività prosegue con un autocarro Fiat. Nel maggio del 1976, lasciato il lavoro e la famiglia, Riccardo parte per il Friuli e partecipa alle operazioni di soccorso per il terremoto. Fino al 1988 porta avanti da solo l’azienda ma le mutate condizioni del mercato lo portano l’anno successivo a costituire la “Società Trasporti e Scavi SNC” con il socio Livio Amistadi, aggiungendo al trasporto materiale gli scavi e il movimento terra. La vita sulla strada, fra asfalto e polvere, lo rende un volto notissimo in tutta la Busa: si ricorda ancora oggi l’episodio del febbraio 1989, quando a Loppio con l’estintore del suo autocarro salva la vita a due automobilisti intrappolati, in seguito ad un incidente, nelle lamiere delle auto che prendono fuoco. Come suo padre ha fatto con lui, Riccardo trasmette le competenze e la passione per il suo lavoro al figlio Andrea che nel 2002 rileva la società del padre e fonda, con la sorella Luisa, la ditta “Trasporti e Scavi di Zampedri Andrea & C.”. Nonostante l’età ancora oggi Riccardo collabora attivamente nella ditta di trasporti, scavi e demolizioni dei figli: la solidarietà e l’onestà restano i princìpi fondanti la sua attività lavorativa come lo sono stati della sua vita.

E sulle strade del Basso Sarca non è inusuale vederlo passare, alla guida del suo inarrestabile compagno: un vecchio autocarro Mercedes 1919 del 1978, sempre lucido e in gran forma.